Album fotografico

Le lacrime di Claudia Koll, il pianto di Lino Banfi. E la commozione di tanta gente comune. Gente che l'aveva conosciuta così: un minuto al bar, una chiacchiera per strada. Due parole alla cassa del supermarket. Gente che l'aveva vista tante volte al cinema. Semplici curiosi assiepati sul sagrato. Sono le 16, venerdì. La chiesa di Santa Maria del Rosario a Ladispoli è piena: mille, forse 2 mila persone affollano la navata per i funerali di Laura Antonelli, icona della commedia sexy - e non solo - anni Settanta, venuta a mancare nella notte tra domenica e lunedì. Il caldo e l'afa non hanno scoraggiato i tanti che sono venuti a dare l'ultimo saluto all'attrice che si è spenta all'età di 73 anni. Tanti arrivati da tutta Italia. Mazzi di fiori, cuscinetti. Quelli deposti dai condòmini del palazzo, dal bar dell’angolo, dall’associazione di volontariato. C’è anche una corona che arriva da Franco Nero, eroe di tanti poliziotteschi e spaghetti western e fiori di orchidee da Jean-Paul Belmondo. Passa anche Simone Cristicchi, cantautore, attore, scrittore che all’istriana Laura Antonelli - lui che sulla tragedia delle Foibe ha realizzato uno spettacolo portato in tutta Itallia - ha dedicato una struggente canzone. Piange una donna sulla sessantina - lei si definisce una semplice comparsa del cinema - giunta dalla Liguria. Dice di aver guidato tutta la notte e poi la mattina per essere a Ladispoli in tempo per la cerimonia funebre. «Laura? L'ho conosciuta sul set. Tanti anni fa. Era già una diva. Ma era rimasta una ragazza semplice, alla mano, una come tante. Ci tenevo a essere qui per salutarla un'ultima volta». Ricordi di gente qualunque che si mescolano a quelli di chi invece l'attrice l'ha conosciuta bene. Claudia Koll ad esempio.